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†In ogni paura si nasconde un desiderio†
I dolci sogni sono fatti di questo canta la bambina alla sua bambola col viso frantumato; sulle sue ginocchia tiene i cocci bianchi di porcellana fra le mani e continua a cantare come se quella melodia potesse incollare un po' di consolazione tra le crepe: Chi sono io per dissentire? Girare il mondo e I sette mari Alcuni di loro vogliono usarti Clara infila le dita nell'incavo degli occhi della sua bambola, la porcellana è affilata e graffia la mano. Stringe gli occhi dilatati e trasparenti come il fondo della bottiglia di un barbone infreddolito. Infine chiude le palpebre della bambola e ripone gli occhi di vetro nel cassetto del suo comodino, accostandolo sussurra: sogna un piccolo sogno per me. - Clara tesoro, posso entrare? hai bisogno di aiuto? L'appuntamento con l'ortopedico per provare la protesi è fra mezz'ora . Clara si dà una spinta e girando le ruote si avvicina alla porta. Canzoni presenti nel racconto: Sweet dream - Dream a little dream of me - Mamas and Papas
* Quando io mi sento a pezzi la mia carne non si frantuma e vedere la sua unità e compattezza, la mia immagine così intatta è ancora + doloroso come quando senti un rumore fastidioso e d'improvviso ti fanno male i denti anche se fra i denti non hai niente. 
tutti stanno cercando qualcosa
Alcuni di loro vogliono essere usati da te
Alcuni di loro vogliono abusare di te
Alcuni di loro vogliono essere abusati
Io voglio usarti e abusare di te
Io voglio sapere cosa c'é dentro di te
Muovendoti
Tieni la testa alta
Io sto per usarti e per abusare di te
Io sto per conoscere cosa c'é dentro di te
Eugenio Finardi - Laura degli specchi Pablo Picasso (Spanish, 1882-1973), Girl Before a Mirror (1932) Laura vive guardando sè stessa
la vita in rosa
in una casa tutta di specchi
si è rinchiusa
e lei non ha pensieri
non ha mai giorni neri
non conosce veri amori mai
Laura è così perché è stata ferita
un gabbiano in volo
proprio da chi l'aveva capita
per un attimo solo
e lui l'aveva usata
e poi l'aveva gettata via
e non è più volata via
E da allora canta sempre
la stessa melodia
una canzone d'amore in la minore
che è la nota della malinconia
E da allora canta sempre
la stessa melodia
una canzone d'amore che la fa sognare
che qualcuno se la porti via
E un giorno un poeta si trovava a passare
e la sentì cantare
in quella casa tutta di specchi
cercò di entrare
ma non c'eran porte nè finestre aperte
però da qualche parte un sistema ci sarà
e lui lo troverà
Con una tromba tutta d'oro
tu troverai la chiave del tesoro
con un accordo in la maggiore
potrai spezzar l'incanto del suo cuore
Vai!!!
HuisClos
alle 05:03 |permalink|labirinti, ninna nanna, filosofie di vita, vizi e virtu
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commenti (1)
Immagine tratta dal film "The Most dangerous game" di 'Melocoton' di Colette Magny Melocoton et Boule d'Or Deux gosses dans un jardin Melocoton, où elle est maman ?
Irving Pichel (1932)
- J'en sais rien !
Viens, donne-moi la main
- Pour aller où ?
- J'en sais rien !
Viens !
- Papa il a une grosse voix
Tu crois qu'on saura parler comme ça ?
- J'en sais rien !
Viens, donne-moi la main
- Melocoton, Mémé elle rit souvent
Tu crois qu'elle est toujours contente ?
- J'en sais rien !
Viens, donne-moi la main
- Perrine elle est grande presque comme maman
Pourquoi elle joue pas avec moi ?
- J'en sais rien !
Viens, donne-moi la main
- Christophe il est grand mais pas comme papa
Pourquoi...
- J'en sais rien !
Viens, donne-moi la main
- Dis Melocoton, tu crois qu'ils nous aiment ?
- Ma p'tite Boule d'Or, j'en sais rien !
Viens, donne-moi la main...
(A Laura) Immagine: Man Ray, Le violon d'Ingres Indossava una corona di serpenti neri *Questi ultimi versi sono tratti dal film "Il cielo sopra Berlino" di Wim Wenders

tirati dall'elettricità della musica
come dalle corde di una macchina di tortura
intorno al mio collo, delta di una venere di pietra.
Si riproducevano fra loro divenendo tempesta
nelle pieghe di un fiume rosso di seta,
scivolava sui miei piedi
disciolti come cera,
dissetavano quegli antichi e ambigui versi
con il canto dell'epilogo di una lirica crudele
incisa *all'interno degli occhi chiusi
dietro gli occhi un'altra volta chiusi.
Allora anche le pietre sono vive*.
HuisClos
alle 05:49 |permalink|saffo, dolls, labirinti, ninna nanna, malie, eros e thanatos, peccati totem e tabù, vizi e virtu
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commenti
Ninon Vallin (1886-1961) "Les Berceaux", Gabriel Fauré, 1936 (Il testo che segue è una mia poesia) Sulle case/ i letti dondolano/ ricordano le onde/ sulle scogliere/ Guarda/ è ancora il mare.
Emanuele Luzzati è nato a Genova il 3 giugno 1921 ed è morto il 26 gennaio 2007. Al porto antico di Genova c'è il museo a lui intitolato. E' stato un pittore, un animatore, illustratore e grande scenografo italiano. E' stato anche ceramista e decoratore. Ha illustrato fiabe di Italo Calvino e filastrocche di Gianni Rodari. Con il regista Tonino Conte è stato autore di numerosi spettacoli teatrali dedicati all'infanzia: nel '75 è fondatore, con Aldo Trionfo e Tonino Conte, del Teatro della Tosse di Genova. Diplomatosi all'Ecole des Beaux Arts di Losanna (dove si era trasferito in seguito alla promulgazione delle leggi razziali in Italia), ha esordito nel mondo della animazione nel 1960con il cortometraggio I paladini di Francia, in collaborazione con Giulio Giannini, con il quale in seguito ha prodotto poi numerosi film a disegni animati tra i quali:Castello di carte del 1962, La gazza ladra del 1964 (premiato al Festival di Annecy), Alì Babà , Turandot, e Pulcinella (che ha ottenuto una nomination ai Premi Oscar nel 1974 nella categoria dedicata ai soggetti per film di animazione). La sua opera più conosciuta - fra le molte - è sicuramente il mediometraggio Il flauto magico. Fra i suoi principali lavori per il cinema figurano anche i titoli di testa dei celebri film di Mario Monicelli L'armata Brancaleone e Brancaleone alle crociate. Luzzati è interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall'intreccio di lane per arazzi all'incisione su supporti diversi, ai collage di carte e tessuti composti per costruire bozzetti di scene, di costumi, di allestimenti navali. La ricchezza del suo mondo fantastico, l'immediatezza ed espressività del suo stile personalissimo ne hanno fatto uno degli artisti più amati ed ammirati nel nostro tempo.
HuisClos
alle 18:44 |permalink|animazione, maschere, illustrazione, scenografia, carosello, filosofie di vita, commedia dellarte, vizi e virtu, musica e sigle tv
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commenti
HuisClos
alle 04:12 |permalink|cinema, labirinti, vizi e virtu, fumetti e graphic novel
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commenti (1)

Lucio Battisti
I giardini di Marzo
(1972 - Battisti, Mogol)
Il carretto passava e quell'uomo gridava gelati
al 21 del mese i nostri soldi erano già finiti
io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
il più bello era nero coi fiori non ancora appassiti
All'uscita di scuola i ragazzi vendevano i libri
io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli
poi sconfitto tornavo a giocar con la mente i suoi tarli
e alla sera al telefono tu mi chiedevi perché non parli
Che anno è che giorno è
questo è il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano più
e ho nell'anima
in fondo all'anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l'universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è
I giardini di marzo si vestono di nuovi colori
e le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori
camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti "tu muori
se mi aiuti son certa che io ne verrò fuori"
ma non una parola chiarì i miei pensieri
continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri
Che anno è che giorno è
questo è il tempo di vivere con te
le mie mani come vedi non tremano più
e ho nell'anima
in fondo all'anima cieli immensi
e immenso amore
e poi ancora ancora amore amor per te
fiumi azzurri e colline e praterie
dove corrono dolcissime le mie malinconie
l'universo trova spazio dentro me
ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è